Le fibre muscolari vengono suddivise in: fibre a contrazione lenta (Slow-Twitch o ST o di tipo I) e fibre a contrazione rapida (Fast-Twitch o FT o di tipo II).
Le fibre di tipo I sono fibre ossidative, predisposte per un lavoro di tipo aerobico e quindi per prestazioni di resistenza. Gli enzimi aerobici (mioglobina) e i mitocondri conferiscono loro la caratteristica colorazione rossa.
Le fibre di tipo II invece sono utilizzate per un lavoro di potenza e di velocità e per questo sono dotate di un ricco citoplasma, organizzato per il meccanismo anaerobico, e di pochi mitocondri. Queste fibre vengono a loro volta classificate in:
- fibre di tipo IIa glicolitiche-ossidative, resistenti alla velocità e posseggono caratteristiche intermedie;
- fibre di tipo IIb glicolitiche, riescono a sviluppare tensioni elevatissime in breve tempo, si affaticano rapidamente e posseggono nervi motori di grosse dimensioni;
- fibre di tipo IIc è ancora dubbio il loro ruolo, ma si pensa che sono orientabili con l'allenamento.
I muscoli scheletrici sono costituiti da una percentuale variabile di fibre lente e veloci. Il rapporto percentuale delle une rispetto alle altre è determinato principalmente dai geni di ogni individuo con proporzioni variabili da muscolo a muscolo e da persona a persona.
Un allenamento di resistenza, così come uno di velocità e potenza, è in grado di orientare le fibre intermedie verso un'efficienza più aerobica o più anaerobica e di modificare quindi, entro certi limiti, il rapporto percentuale fra fibre bianche e rosse (Mc Ardle).
L'ipertrofia delle fibre muscolari avviene soprattutto nelle fibre a tensione rapida ad una stimolazione con i pesi (Hakkinen et al.,1985; Thorstensson et al.,1976).
SCHEMA RIASSUNTIVO DELLA DIFFERENZA TRA FIBRE LENTE E FIBRE VELOCI
Dott. Umberto Miletto
www.studiomiletto.com