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A cura del Dott. Margiacchi Giacomo Gli squilibri posturali che si manifestano con maggior frequenza in una palestra, si possono riassumere in: tutto quello che riguarda la spalla e le strutture adiacenti, e tutto quello che riguarda il bacino. In questi casi, la strategia di azione consiste nell'utilizzo della muscolatura come: forza trainante, e come aiuto alla forza trainante, per semplicità faccio un esempio: Se ho un caso di anteposizione della spalla, utilizzerò la muscolatura posteriore (fasci medi del trapezio, deltoide posteriore, romboidei, sovraspinato, sottospinato, piccolo rotondo) come forza trainante rafforzandola, e la muscolatura anteriore (gran pettorale, deltoide anteriore, sottoscapolare, grande rotondo) come aiuto alla forza trainanate allungandola. A proposito di anteposizione della spalla, posso affermare con sicurezza che questo è uno dei più ricorrenti problemi che si presentano in una sala pesi, in quanto: il lavoro continuo sul muscolo gran pettorale, senza il conseguente allungamento, porta ad un'inevitabile accorciamento di questo, e se la fisica non sbaglia, in qualche modo ci sarà una conseguenza a questo, cioè la spalla si dirige in avanti.  Basterebbe un corretto ed adeguato stretching fin dall'inizio della carriera pesistica per evitare tale fastidio, ma mi rendo conto che il compito di questo è soprattutto dell'istruttore "competente". A questo punto ormai non resta altro che recuperare. Sempre parlando dell'arto superiore, è abbastanza semplice e veloce tornare in una situazione di normale armonia scapolo-omerale, come? Come ho detto prima basta il rafforzamento dei muscoli romboidei, porzione posteriore del deltoide, exrarotatori (sovraspinato, sottospinato, piccolo rotondo), fasci medi del trapezio, con attenzione al rilassamento di quelli alti. Esempio numero 1     In questa posizione altre oll'ovvio allungamento del muscolo gran pettorale, il mantenere per pochi secondi delle inspirazione toraciche legermente forzate, permette l'allungamento dei muscoli intercostali che si aprono a ventaglio. A questo punto manca la cosa più complessa e faticosa: la presa di coscienza. Al momento che ho i presupposti per poter tenere "le spalle a posto" li in qualche modo, inizialmente consciamente e dopo inconsciamente, ce le devo tenere io. Il cliente quindi deve essere continuamente invitato, sia in palestra che in tutto l'arco della giornata al mantenimento della postura corretta. Al momento del raggiungimento dell'obbiettivo all'altezza delle spalle, scaturisce un successivo problema, succede che per l'ipercorrezione conscia, si tralascia il controllo del corpo restante, e soprattutto del bacino, fulcro di forze in complicato equilibrio tra loro. Succede che per la debolezza degli addominale e dei glutei insieme al tentativo di mandare in modo errato le spalle più indietro possibile, la lordosi lombare si accentua.  Quindi siamo da capo, ma ne approfitterò per parlare di questo problema come un problema a se stante che in realtà come avviene in generale nell'organismo, è collegato. Per esempio l'aumento di una normale curva fisiologica porta inevitabilmente all'aumento delle restanti allo scopo del mantenimento della stazione eretta. Ancora l'iperlordosi fa si che la forza contrattile del diaframma non sia più perpendicolare, ma leggermente spostata in avanti, contribuendo alla spinta anteriore dei visceri. Parlando del suddetto squilibrio, intuitivamente il lavoro potrebbe essere ricondotto a quello della spalla, in quanto sono zone similari dove la disomogenea applicazione di forze porta a posture errate. Quindi a questo punto andremo a rinforzare la muscolatura retrovergente il bacino, e quindi attenuante l'iperlordosi (gran gluteo, retto dell'addome) per citare i più importanti, e allunghiamo quella antevergente e quindi iperlordotizzante (ilep psoas, retto femorale, ed i muscoli paravertebrali lombari). Ancora una volta raggiunti i presupposti fisici, mancano quelli psicologici, la presa di coscienza. Qui però la situazione è leggermente più complicata della spalla, in quanto la maggoir parte delle persone non ha il controllo del bacino, e quindi occorrono stratagemmi per far percepire l'ante e retroversione. Esercizio classico ma efficace, il famoso gatto: Esempio numero 3  Dalla posizione di quadrupedia percepiamo la flessione ed estensione del rachide, che ad arto inferiore fisso si traducono in ante e retroversione del bacino Da qui passiamo alla posizione seduta e poi quella in piedi fino al completo controllo dei movimenti del bacino. A cura del Dott. Margiacchi Giacomo
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