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Sono una categoria di grassi estremamente
dannosi, non sono il prodotto della natura, ma dell'uomo, ottenuti attraverso
una lavorazione industriale. Detti anche grassi "trans" hanno ultimamente
attirato l'attenzione di nutrizionisti e medici per la loro pericolosità.
Non
sono altro che grassi polinsaturi, che attraverso un processo di idrogenazione
che avviene cataliticamente con calore a bassa pressione, vengono trasformati
in grassi saturi. È attraverso questo procedimento che da oli vegetali
si ricavano margarine che hanno il pregio di conservarsi a lungo senza irrancidire.
Vengono abbondantemente utilizzati nell'industria alimentare per preparare prodotti
che a loro volta conservano a lungo la freschezza. Li troviamo nei biscotti,
nelle merendine, nei cracker, creme spalmabili, prodotti dolciari in genere e
spesso come grassi di cottura nei fast food. La legislazione italiana non
obbliga ancora di specificare la loro presenza sulle etichette. Ma
perché i grassi idrogenati sono nocivi? Per vari motivi. Bloccano per
inibizione competitiva alcuni enzimi che intervengono nel metabolismo dell'acido
linoleico, un Omega 6 essenziale che l'organismo non è in grado di sintetizzare
e che li deve assumere con la dieta, di conseguenze interrompe la produzione di
alcuni ormoni, quali le prostaglandine, che regolano la pressione sanguigna, le
funzioni renali e le infiammazioni. In più gli acidi grassi idrogenati
rendono le cellule più permeabili anche alle sostanze tossiche, modificando
la selettiva barriera di membrana. Si pensa anche che indeboliscano le funzioni
immunitarie e che interagiscano sul metabolismo lipoproteico aumentando il colesterolo
"cattivo" LDL e diminuendo quello "buono" HDL, comportandosi
come acidi grassi saturi. È
quindi molto importante fare attenzione ai grassi che si assumono, preferire sempre
i grassi insaturi (es. olio d'oliva) e limitare il più possibile l'utilizzo
di grassi idrogenati. Dott.
Umberto Miletto www.studiomiletto.com
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