Elettrostimolatore,
serve davvero a qualcosa?
Ecco
un bel quesito che ci dobbiamo porre.
Ogni
giorno la televisione con la sua pubblicità, ma anche tante riviste più
o meno scientifiche del settore, ci mostrano le immagini di superuomini o di fantastiche
ragazze che giurano di avere raggiunto un simile livello di prestanza atletica
stando comodamente sdraiati sul divano, a leggere Topolino o a vedere in TV il
loro programma preferito, mentre l'ultimo modello di elettrostimolatore faceva
tutto il lavoro per loro.
DUBITATE
GENTE, DUBITATE!!!!
Non
neghiamo che la vecchia frase anglofona "NO PAIN, NO GAIN - nessuna fatica,
nessun risultato" possa essere ai giorni nostri un po' fuori moda e dura
da ascoltare ed accettare, ma è purtroppo la verità (o almeno gli
si avvicina parecchio).
Certo gli elettrostimolatori possono essere utili
nel recupero dopo un infortunio, o nella ginnastica preoperatoria, quando è
importante mantenere un buon tono muscolare e magari non è possibile compiere
del movimento. Ma si tratta di fisioterapia, di condizioni patologiche, in cui
si può solo scegliere tra la completa atrofia del muscolo o il mantenimento
di un minimo tono, e l'unica possibilità è quella di limitare i
danni.
Però il discorso che a noi tocca fare è differente: non
siamo in un ospedale, con la necessità di riprendere a camminare, ma conduciamo
una vita normale ed abbiamo la necessità di migliorarne la qualità.
E allora quello che ci serve non è più il mantenere un minimo di
tono muscolare, ma portare la funzionalità del proprio corpo ad un livello
superiore a quello cui siamo, che si suppone già sufficiente.
La
domanda è dunque una: l'elettrostimolatore è in grado di far tutto
questo?
La
risposta, l'avrete capito, non può che essere negativa, e per alcune importantissime
ragioni.
Il
primo evidente limite dell' elettrostimolatore risiede nell'attivazione non specifica
della meccanica muscolare.
Parlando in maniera più semplice, nei gesti
tipici di molte attività sportive (nei salti, nei lanci, etc
) il
movimento inizia con una fase di "pre-stretch" (pre-stiramento) della
muscolatura agonista e successivo repentino accorciamento della stessa
L'elettrostimolatore
non permette nulla ti tutto ciò!
Non segue la fisiologia della meccanica
muscolare, e risulta di poca utilità hai fini della prestazione.
La
seconda ragione sta nel fatto che nel mondo dell'allenamento, esclusi alcuni sport
dove è richiesto dalla disciplina, è stato abbandonato l'uso delle
contrazioni isometriche, cioè quelle in cui non si sviluppa movimento.
La ragione è abbastanza ovvia, e si rifà al principio della specificità
dell'allenamento (principio del SAID) che, senza farla troppo tecnica, dice che
il nostro corpo deve essere allenato in maniera specifica, simile a ciò
che dovrà fare al momento della prestazione. In buona sostanza, se devo
fare una gara in bicicletta, la gran parte dell'allenamento dovrò passarla
in sella ad una bici; se la mia gara sono i 100 metri, non dovrò allenarmi
con la maratona; e se come gara ho una partita di pallavolo, il miglior modo di
allenarsi è giocare una partita di pallavolo.
Detto questo, crediamo
sia evidente come l'unico modo di allenarsi alla vita di tutti i giorni, che è
fatta di movimento, sia allenarsi con il movimento. E non crediamo che di movimento
con un elettrostimolatore ce ne sia molto, visto che posso farlo tranquillamente
sdraiato sul divano.
La
terza ragione invece risiede nella "cascata ormonale" che avviene durante
un allenamento.
A quanto ci è dato di sapere con gli studi più
attuali ( e quelli del nostro BOSCO in questo campo sono tra i più avanzati)
l'allenamento produce risultati solo se riesce a modificare la produzione di determinati
ormoni, creando quella che viene definita la "cascata ormonale". E sempre
questi studi ci dicono che ciò che produce questa scarica ormonale non
è altro che il movimento. Ecco quindi che, di nuovo, ci servono proprio
quelle cose che l'elettrostimolatore non ci può dare, ma che sono la base
dell'allenamento: movimento e fatica.
Se
ancora questo non bastasse, ci sono ancora due ragioni che vogliamo esporre per
farvi pensare: la prima è che il nostro corpo, qualunque movimento debba
compiere, lo fa attraverso l'uso contemporaneo di più muscoli, di più
gruppi muscolari, inseriti in quella che viene definita catena cinetica.
"Ogni
movimento umano è caratterizzato dalla modulazione degli interventi muscolari
dei muscoli agonisti e antagonisti. I protocolli di stimolazione elettrica sono
basati sulla stimolazione dei soli muscoli agonisti. In questo modo, non sono
solo i muscoli agonisti a lavorare in maniera non specifica, ma è l'intero
sistema agonista-antagonista che non viene propriamente stimolato.
Le strutture
propriocettive deputate alla modulazione degli interventi muscolari tra agonisti
e antagonisti (in prevalenza fusi neuromuscolari e organo tendineo del Golgi)
non vengono quindi stimolate in maniera adeguata e specifica.
L'assenza di
queste stimolazioni a carico delle strutture propriocettive potrebbe sicuramente
facilitare l'isorgenza di infortuni (stiramenti e strappi)
" (Bosco,
2002).
Lavorare
con l'elettrostimolatore rischia di causare un rinforzo di una piccola parte di
essa, a scapito di altre parti, creando così uno squilibrio e dando vita
ad uno o più anelli forti nella catena, a cui corrispondono altrettanti
anelli deboli, sedi sicure di future lesioni.
Inoltre l'uso dell'elettrostimolatore
è qualcosa che il nostro corpo subisce, come un massaggio, in cui non ha
parte attiva. Ora, a prescindere dai danni che un elettrostimolatore potrebbe
provocare (sono stati fatti studi sulla possibilità che la scarica esterna
leda le cellule nervose, sono riferiti casi di muscolo "esploso", per
l'utilizzo di una scarica troppo intensa), chiunque si sia allenato sa come sia
necessaria la volontà, l'impegno mentale, per ottenere un miglioramento.
Se io voglio migliorare la mia forza esplosiva, dovrò richiedere al mio
corpo di compiere un movimento alla massima velocità possibile, a prescindere
dal carico. E questo richiede uno sforzo, che non è solo del muscolo, ma
è del cervello stesso
E' l'allenamento neurale che manca con l'uso
dell'elettrostimolatore!!!
In pratica noi con la stimolazione elettrica potremmo
dare al nostro corpo più potere (poco, come abbiamo visto prima) ma non
insegneremmo alla nostra mente come usarlo e controllarlo, col risultato di fare
più danni che altro.
Come recita lo slogan:
LA
POTENZA E' NULLA SENZA CONTROLLO
Ascoltate noi: NO PAIN, NO GAIN
e buon allenamento a tutti.
Dott.Umberto Miletto
con
la collaborazione Dott.Flavio Rocca